aprile 08, 2021 4 min read

Durante la gravidanza, si hanno dei cambiamenti ormonali che, oltre a causare mutazioni in varie parti del corpo, sono anche la causa di alcuni cambiamenti della pelle. Questi ultimi sono principalmente estetici e regrediscono parzialmente dopo la gravidanza. Dal primo trimestre, la pigmentazione della pelle aumenterà, provocando macchie che possono interessare alcune aree, come l'areola, i genitali e le ascelle ma, in particolare, la cosiddetta "linea alba", che è la linea immaginaria dall'ombelico all'osso pubico.

Caratteristico è il MELASMA GRAVIDARUM, caratterizzato da macchie scure sul labbro superiore, sulle guance e sulla fronte. Livelli elevati di estrogeni e progesterone stimolano la melanogenesi che causa iperpigmentazione, compreso, appunto, il melasma; alti livelli di ormoni circolanti, causano anche cambiamenti vascolari e alterano i cicli di crescita dei capelli.

L'aumento degli ormoni estrogeni, può favorire la comparsa di capillari dilatati, soprattutto negli arti inferiori, a causa della perdita di tono ed elasticità delle pareti dei vasi sanguigni. Possono anche esserci emangiomi stellari e palme rosse.

Detto ciò, arriviamo al punto saliente del nostro articolo:

Devo modificare la mia beauty routine in gravidanza? Ci sono cosmetici teratogeni (in biologia, relativo a teratogenesi, che può determinare anomalie e malformazioni nel corso dello sviluppo embrionale) da evitare?

Cosmetica Italia è intervenuta per riaffermare la sicurezza dei cosmetici e dei loro ingredienti, anche durante la gravidanza. Nell'ambito di applicazione prescritto dalla legge, tutte le sostanze approvate nel Regolamento n. 1223/2009 sono sicure.

“Ma come, da quando ho scoperto di essere incinta ho cambiato la mia skincare routine ed ho eliminato diversi attivi!”

Ora ve lo spieghiamo!

Come abbiamo detto all’inizio, durante la gravidanza la pelle cambia!

Tale cambiamento, spesso, implica una maggiore sensibilità che porta la pelle ad avere altre esigenze!

Da questa condizione deriva il “divieto” di utilizzo in gravidanza di determinate sostanze.

Se i cosmetici sono sicuri, non vale lo stesso per i farmaci e quindi anche per diversi attivi presenti nei farmaci da banco ad uso topico.

Facciamo riferimento alla classificazione dei farmaci sicuri e non sicuri in gravidanza.

La Food and Drug Administration statunitense introdusse, per la prima volta nel 1979,  un sistema di classificazione dei farmaci a seconda del loro rischio teratogenico se assunti durante la gravidanza. Il sistema si basa su cinque categorie: A, B, C, D, X.

Classe A

Studi adeguati e ben controllati non sono riusciti a dimostrare un rischio per il feto nel primo trimestre di gravidanza (e non si hanno prove di rischio nei trimestri successivi).

Classe B

Studi sulla riproduzione animale non sono riusciti a dimostrare un rischio per il feto e non si è in possesso studi adeguati e ben controllati su donne in gravidanza oppure gli studi su animali hanno dimostrato un effetto avverso ma studi adeguati e ben controllati sulle donne in gravidanza non sono riusciti a dimostrate un rischio per il feto in nessun trimestre.

Classe C

Studi sulla riproduzione animale hanno mostrato un effetto avverso sul feto e non si è in possesso di studi adeguati e ben controllati sugli umani, ma i benefici previsti possono rendere accettabile l'uso del farmaco nelle donne in gravidanza nonostante il fattore di rischio.

Classe D

Si è in possesso di prove effettive di rischio fetale per gli umani basate sui dati di reazioni avverse provenienti da esperienze epidemiologiche o di mercato o da studi sugli umani, ma i benefici previsti possono rendere accettabile l'uso del farmaco nelle donne in gravidanza nonostante il fattore di rischio.

Classe X

Studi sugli animali o sugli umani hanno dimostrato anormalità fetali e/o esiste prova effettiva di rischio fetale per gli umani basate sui dati di reazioni avverse provenienti da esperienze epidemiologiche o di mercato, e i rischi riguardanti l'uso del farmaco da parte di donne in gravidanza prevalgono chiaramente su qualsiasi beneficio possibile.

 

Facendo riferimento a diversi studi scientifici, cerchiamo di sfatare qualche mito:

  1. I solari sono sicuri (per legge devono superare test tossicologici che garantiscono la loro sicurezza) e DEVONO essere usati per prevenire la formazione dell’iper-pigmentazione;
  2. Tra gli acidi usati in cosmesi, l’ACIDO SALICILICO può essere usato solo in parti circoscritte, questo perché riesce ad arrivare al derma;
  3. Acido lattico o l’acido glicolico possono essere usati tranquillamente sotto il profilo tossicologico;
  4. I siliconi (usati come conservanti) NON creano danni al feto;
  5. Lo smalto per le unghie può essere usato in gravidanza, meglio se si sceglie di usare la tecnica del semipermanente. Questo perché, non è lo smalto a contatto con l’unghia a creare il danno, ma sono le sostanze volatili presenti negli smalti (ftalati, formaldeide) che possono dare dei problemi se inalati. Il problema si può risolvere usando o la mascherina, durante l’applicazione, o scegliendo un ambiente “ventilato” per l’applicazione;
  6. I retinoidi, essendo in classe C, sono sconsigliati in gravidanza;
  7. Vietati sono i retinoidi per via orale, in classe X, quindi VIETATI in gravidanza;
  8. I parabeni NON sono teratogeni!

L’argomento è molto vasto, ma speriamo di aver chiarito qualche dubbio.

Per qualsiasi domanda, restiamo a vostra disposizione.


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